storie di genitori

mamme e papa' si raccontano tra paure, incertezze, e coraggio...STORIE DI GENITORI, PROPRIO COME TE.

IMG_1167.jpg
 

3. silvia e l’asperger, un modo diverso di essere…

 
 

Silvia aveva 3 anni quando le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger. Ricordo bene il giorno della diagnosi e il momento in cui il pediatra pronunciò queste parole. Lo ricordo bene perché è stato il momento più difficile della mia vita. Non potevo credere che fosse capitato proprio a me, proprio alla mia famiglia, proprio a mia figlia. Per me, non è stata una cosa facile da realizzare. Per mia moglie, non è stata una cosa facile da accettare. Subito dopo la diagnosi e per tutto il periodo delle valutazioni, è stata travolta da un’estrema tensione emotiva. E anche quando siamo arrivati in associazione per cominciare le terapie non è stato così semplice per lei uscire dallo stato di crisi in cui era piombata. Era come se non riuscisse a vedere altro che il lato negativo delle difficoltà di Silvia, come se ormai nella sua vita dovessero esserci solo ostacoli, limiti, rinunce. E non è mai questo ciò che un genitore si augura per il futuro del proprio figlio. Ma per quello che vedo io, non c’è nulla di impossibile e precluso nel futuro di Silvia. Perché la sindrome di Asperger non è una malattia, ma un modo diverso di essere. E perché questa diversità non rende mia figlia inferiore a nessuno, ma semplicemente speciale rispetto a tutti gli altri. Certo non è stato facile farlo capire ai fratelli, far accettare loro il diverso trattamento che riservavamo in alcune situazioni a Silvia.           E’ stata una mediazione, lunga e faticosa, che continua tutt’oggi ma che ha portato nel tempo a renderli consapevoli della situazione di Silvia. Oggi hanno imparato a convivere con “l’essere speciale” di Silvia e “accolgono” con grande affetto le variazioni di umore della sorella più grande. Siamo tutti consapevoli che Silvia avrà bisogno di percorrere altre vie per costruire la sua strada e la cosa migliore che possiamo

fare per lei sarà prenderla sottobraccio, tutti insieme, e cominciare  questo percorso, anche se è completamente nuovo e magari ci fa paura. A volte sarà necessario riformulare le nostre aspettative di genitori, essendo anche disposti a fare un passo indietro per il bene di Silvia. Ma altre volte riusciremo persino a superarle, perché le soddisfazioni che lei ci darà saranno enormi. Lo dimostrano i progressi giganteschi che Silvia ha fatto durante il primo anno di terapia appena trascorso. Questi risultati uniti alla dolcezza con cui siamo stati accolti e seguiti in associazione ci hanno donato un grande ottimismo. Vediamo Silvia crescere e migliorare di giorno in giorno e la cosa meravigliosa è che accompagnandola in questo nuovo percorso, anche noi cresciamo insieme a lei. Pian piano diventiamo sempre più consapevoli, sempre più aperti e soprattutto sempre più utili alla crescita di Silvia, perché solo accogliendo la sua speciale diversità, rispettandola e incanalandola con strumenti e metodi più congeniali riusciamo veramente ad aiutare nostra figlia. E questo è un consiglio che mi sento di dare a tutti i genitori che, come me e mia moglie, si trovano ad accompagnare i loro figli su un percorso di crescita poco battuto, ma proprio per questo straordinario e diverso. Dobbiamo dimostrare fiducia ai nostri figli ed essere sempre presenti in ogni tappa del loro sviluppo. Dobbiamo mettere da parte le paure che ci frenano, essendo disposti ad affidarci a persone che grazie al loro lavoro ci aiuteranno a creare le migliori condizioni per il loro futuro. E soprattutto dobbiamo credere che tutto questo sia possibile, che tutto si può affrontare e che qualsiasi difficoltà si può risolvere e superare, perché solo con la nostra fiducia e con il nostro impegno riusciremo davvero ad aiutare i nostri figli.   

                                                                                                                                          Papà Stefano

“per quello che vedo io, non c’E’ nulla di impossibile e precluso nel futuro di Silvia. Perche’ la sindrome di Asperger non E’ una malattia, ma un modo diverso di essere….speciale rispetto a tutti gli altri”.

 

Vuoi condividere con noi il tuo vissuto e la tua esperienza presso il nostro centro, ed essere così d’aiuto e conforto per altri genitori che stanno vivendo una situazione simile alla tua? Invia la tua storia all’indirizzo storie@ilmagodioz.com