storie di genitori

mamme e papa' si raccontano tra paure, incertezze, e coraggio...STORIE DI GENITORI, PROPRIO COME TE.

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simone e la voglia di comunicare

 

A volte un genitore non riesce ad accorgersi delle difficoltà del proprio figlio. A volte non ci riescono neanche le insegnati del nido o il pediatra curante. Perché può sembrare normale che un bambino di due anni parli poco, inventi delle parole o altri modi per farsi capire come faceva Simone. Per noi non c’era nulla di preoccupante. Fino a quando la pediatra dell’ospedale, durante una visita di controllo legata ai problemi respiratori di cui Simone ha sempre sofferto, ci ha chiesto così su due piedi: “Ma quante parole dice Simone?”. Da quel giorno abbiamo cominciato a contarle. E a notare che Simone si irrigidiva quando non lo capivamo. Non avevamo mai dato peso a questi comportamenti, non li avevamo mai interpretati come segnali di qualcosa che non andava. Finché tutto a un tratto hanno smesso di essere insignificanti e ci hanno spinto a seguire il consiglio della pediatra. È stata lei a indirizzarci verso l’associazione per fare degli approfondimenti. Sin dal primo colloquio con Nadia il disturbo del linguaggio di Simone è emerso in modo palese. E con esso anche le nostre paure. Perché non è facile accettare il fatto che tuo figlio abbia delle difficoltà. Si è tentati di credere che il problema possa risolversi da solo nel corso degli anni, che non c’è poi questo gran bisogno di una terapia, che in fondo la logopedia “va di moda”.

Ma ormai il problema era evidente e andava affrontato il prima possibile. Certo, avevo paura.

 

 

Ogni volta che lo lasciavo da solo con la logopedista temevo che si sentisse abbandonato, o peggio ancora che credesse che noi non lo accettassimo più per quello che era... Invece Simone si è trovato immediatamente a suo agio e si è dimostrato subito reattivo. Finalmente si sentiva compreso, finalmente aveva trovato un modo per esprimersi. Mi sono resa conto che tutti i miei dubbi e le mie paure non valevano nulla di fronte alla grande voglia che aveva Simone di comunicare. Aspettava solo una soluzione al suo problema e appena le logopediste gliel’hanno offerta, lui l’ha colta al volo accettandola serenamente. I progressi costanti che ha fatto durante i quattro anni di terapia ci hanno fatto capire che avevamo avuto ragione a non aspettare: facendolo aiutare abbiamo fatto un grosso regalo a nostro figlio. Paradossalmente la nostra paura era diventata quella di interrompere la terapia, quando Nadia alla fine del quarto anno ci ha detto che Simone ormai era in grado di farcela da solo. Ma anche in questo caso i nostri timori si sono rivelati insensati. Perché Simone adesso va alle elementari ed è un bambino molto maturo. Riesce a parlare bene e soprattutto è autonomo in tutto. Questo dimostra a tutti i genitori che hanno cominciato a notare delle difficoltà nei comportamenti dei loro figli che non è mai troppo presto per farli aiutare. Dando loro gli strumenti per migliorarsi sin da piccoli non facciamo altro che aprirgli la strada verso un’autonomia maggiore. E vi posso assicurare che non c’è nulla che i vostri figli desiderino di più.

 

Mamma Silvia

 

“…i miei dubbi e le mie paure non valevano nulla di fronte alla grande voglia che aveva Simone di comunicare.

Aspettava solo una soluzione al suo problema…”

 

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