Patologie di interesse foniatrico e otorinolaringoiatrico

 
 
  • DEGLUTIZIONE ATIPICA INFANTILE
    Nel corso del tempo, il bambino modifica il modo di deglutire in base al tipo di alimentazione e al modo di nutrirsi.
    Il lattante, che assume il cibo liquido attraverso il seno o il biberon, sporge lievemente la lingua tra le gengive ancora prive di denti e stringe le labbra per creare all’interno della bocca una pressione negativa che gli permette di ingoiare. La tettarella è appoggiata sulla lingua che compie un movimento in avanti per agevolare la deglutizione (deglutizione infantile).
    Il bambino più grande assume cibi solidi e dopo aver masticato chiude la bocca (labbra e denti); con un movimento di spinta antero-posteriore della lingua dirige il cibo contro il palato e quindi verso la gola (deglutizione adulta).
    La trasformazione della deglutizione da “infantile” ad “adulta” avviene normalmente nel corso della seconda infanzia, generalmente entro i sette anni.
    Molti bambini mantengono la deglutizione infantile oltre il periodo considerato normale (deglutizione atipica infantile). Spesso le cause sono il protrarsi dell’uso del biberon o del ciuccio, la suzione del dito e le affezioni del cavo nasale (riniti ricorrenti o croniche, sinusiti, ipertrofia delle adenoidi o dei turbinati) che portano il bambino a stare e/o respirare con la bocca aperta (respirazione orale). La respirazione orale impedisce alle arcate dentarie di chiudersi e obbliga la lingua in basso portandola a spingere in avanti a ogni atto deglutitorio.
    Anche la pronuncia di alcuni fonemi (soprattutto S e Z) può essere influenzata da una deglutizione atipica infantile poiché la lingua s’interpone tra i denti anche durante la loro pronuncia.
    La deglutizione atipica avviene in modo del tutto inconsapevole ma può diventare consapevole e volontaria. La rieducazione avviene modificando in modo consapevole i movimenti dei muscoli predisposti e allenandoli per diventare automatici e inconsci, proponendo un trattamento logopedico associato ad un trattamento fisioterapico.La muscolatura linguale infatti non è un sistema isolato, ma rientra in quel complesso di muscoli che compone la CATENA MUSCOLARE LINGUALE. Il mal funzionamento della lingua si ripercuote su tutta la catena favorendo l’assetto posturale tipico di soggetti con deglutizione atipica: testa e tronco protesi in avanti con aumento delle curve cervico-dorso-lombari, ventre prominente ecc.
    Fondamentale diventa quindi la rieducazione della lingua e della deglutizione attraverso le tecniche e
    gli esercizi della Terapia miofunzionale utilizzata in logopedia associata ad un trattamento di rieducazione posturale utilizzato in fisioterapia.

 

  • DISFONIA INFANTILE
    Le disfonie infantili sono i disturbi della voce in età pediatrica: la maggior parte sono disfunzionali ossia legate ad abuso o cattivo uso della voce da parte dei bambini che provoca un cambiamento della voce, la quale diventa rauca, grave per un periodo prolungato, a volte addirittura afona con fatica fonatoria.
    Quando la disfunzionalità si protrae nel tempo può andare incontro alla formazione di noduli alle corde vocali e costituisce il presupposto delle alterazioni funzionali croniche dell’adulto.
    Colpiscono oltre un milione di bambini e con maggior prevalenza i maschi, più agitati e “urlatori abituali”; rispetto ad altri disturbi il problema della voce risulta essere sottovalutato da genitori e insegnanti.
    La disfonia è provocata generalmente da abuso/utilizzo scorretto della voce, dall’eccessivo sforzo vocale dovuto ad atteggiamenti vocali e respiratori errati, spesso legati a imitazione di scorretti modelli vocali; questi fattori s’inseriscono in un quadro di predisposizione personale alla disfonia, legato alle caratteristiche soggettive del bambino (stress, scarsa autostima, perfezionismo, competitività, …).
    La terapia consiste nella riabilitazione logopedica, affinché si possa precocemente impedire il cronicizzarsi di abitudini respiratorie e vocali errate e infine evitare l’intervento chirurgico.
    Nel trattamento logopedico, ad un percorso con il bambino si affianca un lavoro di supporto alla famiglia proponendo suggerimenti per una buona igiene vocale e strategie per una nuova modalità di comportamento vocale-comunicativa, più armoniosa ed efficace: infatti quasi sempre il semplice fatto di dire al bambino “non urlare” non serve!
    Il bambino, con esercizi proposti in forma ludica, viene guidato a prender consapevolezza del proprio corpo e soprattutto dell’ organo vocale, della propria voce, della qualità della voce e stile vocale altrui; prendendo consapevolezza del problema, senza che si senta colpevolizzato o senza far vivere il suo disturbo come un problema, il bambino può essere partecipe e attivo nel progetto di intervento e nella definizione degli obiettivi.
    Vengono proposti “giochi” di rilassamento, respirazione, ritmo, esercizi vocali, di coordinazione pneumo-fonica, vengono fornite al bambino strategie, per es. per farsi sentire lontano senza urlare, per comunicare in modo adeguato nelle situazioni di abuso vocale, etc.
    E’ molto importante rendere questa esperienza il più possibile piacevole, in modo da lasciare al bambino un vissuto positivo che possa essere riutilizzato nelle modalità comunicative della vita quotidiana.