OPTOMETRIA COGNITIVA

 
 

L’Optometria è la scienza della visione ed è una professione sanitaria non medica fondata su conoscenze fisiche e biologiche. Si basa sul concetto che la visione è profondamente integrata con il totale sistema d’azione del bambino, la sua postura, le sue capacità manuali e la sua coordinazione, le sue abitudini motorie, l’apprendimento, la sua intelligenza e perfino con i tratti della sua personalità.

All’optometrista sono consentite l’attività di ginnastica oculare con lo scopo di migliorare semplici disfunzioni della funzione visiva, la misurazione della vista e la scelta delle lenti necessarie per la correzioni di un singolo difetto.

 

La visione comincia il suo cammino di maturazione fin dai primi giorni di vita. Il 70-80% delle informazioni che arrivano al cervello, sono di natura visiva, e quindi è importante che lo sviluppo e il funzionamento del sistema visivo avvenga attraverso l’utilizzo di specifiche capacità, dette abilità visive, che ci consentono di migliorare nella:

• Lettura, scrittura e comprensione del testo
• Percezione visiva
• Visione nitida a tutte le distanze
• Attività sportive nella coordinazione visuo-spaziale

Nel dettaglio l’optometrista cognitivo indaga la visione nelle sue tre diverse aree:

• La condizione oculare ( acuità visiva e stato refrattivo),
• L’efficienza visiva (abilità oculomotorie, accomodative e binoculari),
• La percezione visiva (abilità visuo-spaziali, di analisi visiva e di integrazione sensoriale).

Il mal funzionamento del sistema visivo può provocare infatti disturbi visivi come:

• Lettura lenta, faticosa con poca concentrazione e stanchezza oculare.
• Visione doppia (diplopia).
• Posizioni, rotazioni anomale della testa o avvicinarsi troppo al foglio nella letto-scrittura.
• Coprire o strizzare un occhio durante attività prossimali e non solo.
• Periodi di attenzione ridotti, mal di testa.
• Saltare il rigo o le parole con perdita di riferimenti spaziali.
• Visione sfuocata quando si passa da vicino a lontano o viceversa e stanchezza oculare.

Il training visivo optometrico si rivolge ai problemi visivi, funzionali e percettivi, che possono ridurre il potenziale d’apprendimento del bambino con DSA, e operare affinché i suddetti problemi visivi non interferiscano con le altre modalità di trattamento, alle quali è sottoposto il bambino. I deficit visuo-percettivi presenti nei DSA peggiorano ulteriormente la già scadente performance del bambino nelle attività di letto-scrittura e l’uso di lenti, filtri o training visivo optometrico, s’inquadra nelle strategie di supporto al bambino, dando un valido contributo nel recupero dei disturbi di apprendimento.

COSA SUCCEDE QUANDO UNA FAMIGLIA CI CONTATTA? 

1)      Il primo contatto con il nostro centro avviene attraverso un incontro gratuito che per noi è molto importante e chiamiamo “Accoglienza”. Durante questo incontro conosciamo la famiglia e la problematica del bambino/ragazzo e diamo tutte le informazioni utili sullo svolgimento del percorso, sul nostro approccio, i costi e l’impegno che verrà richiesto ai genitori. Tutto questo con l’obiettivo di accompagnare il bambino e la famiglia verso un percorso riabilitativo consapevole e condiviso, che per noi è alla base dell’efficacia del progetto.

2)      Effettuata l’accoglienza, se la famiglia decide di affidarsi a noi, ci sono due strade che possono essere percorse:

a.      Per il bambino che ha già una diagnosi, che ha quindi già affrontato un percorso valutativo presso la ASL di competenza o altra struttura del territorio, verrà creato un progetto riabilitativo in linea con le indicazioni di trattamento presenti nella relazione e verranno condivise con i genitori le modalità di trattamento, l’importanza del loro ruolo all’interno del progetto, i tempi e i costi.

b.      Nei casi in cui invece la famiglia si rivolge a noi per rispondere ad una richiesta di approfondimento rispetto ad alcune problematiche emerse e quindi con la necessità di comprendere meglio le problematiche visive del bambino, viene proposta, prima di procedere con il trattamento, una valutazione.

3)      Nel momento in cui è stato definito il progetto riabilitativo, il bambino e la famiglia vengono inseriti in un percorso guidato: ogni passaggio è pensato per far sì che il progetto si realizzi nel modo più efficace ed accogliente possibile. L’inserimento in terapia, graduale ed attento alle necessità del bambino, il coinvolgimento responsabile dei genitori, come importante risorsa, sono solo alcuni dei passaggi che riteniamo fondamentali per raggiungere l’obiettivo.