La gratificazione efficace nella relazione genitori figli

 

Scritto da Sara Baldi

L’apprezzamento e la gratificazione di un genitore sono uno stimolo fondamentale per la buona crescita dei bambini, per la loro autostima e la creazione di una corretta immagine di sé.

È importante però lodare i nostri figli non solo per il loro talento o per i risultati ottenuti, ma soprattutto per l’impegno, lo sforzo e l’entusiasmo che mettono per raggiungere un obiettivo, indipendentemente dal successo ottenuto. Solo così i bambini si sentiranno amati e non giudicati.

 

Ma come utilizzare in maniera efficace la gratificazione, cosa fare e cosa invece evitare? Ecco qualche consiglio pratico:

 

  • È bene evitare di elogiare i propri figli perché intelligenti nella convinzione di accrescere la loro autostima. In questo modo, infatti, la lode rischia di essere controproducente perché rischia di renderli più fragili in caso di fallimenti, insicuri di fronte alle difficoltà e tendenzialmente restii a mettersi in gioco per migliorare i propri punti deboli. Lo sforzo è così percepito come meno importante dell’essere intelligenti. Ma a scuola, come nella vita, ogni tipo di traguardo è una sfida che richiede impegno, quindi meglio elogiare i bambini per le loro qualità, affinché considerino le nuove sfide come opportunità per imparare, crescere e migliorare, piuttosto che per i loro talenti innati, per i quali non hanno alcun merito. Non dimenticate inoltre di sottolineare positivamente anche l’intento di fare qualcosa, indipendentemente dal successo.
  • Dare una ricompensa a sorpresa è un buon modo per gratificare vostro figlio. A volte promettere anticipatamente una ricompensa, che poi magari non guadagnerà, potrebbe invece procurare nel bambino molto disappunto e una pressione inutile.
  • Quando decidete una ricompensa non pensate necessariamente a qualcosa di materiale (cibo, giochi ecc) ma anche, semplicemente, ad una carezza, un bacio, un abbraccio, un pomeriggio da passare insieme. Questo, oltre ad essere un’ottima gratificazione, rafforzerà la relazione genitore-figlio e insegnerà al bambino a dare valore alle cose importanti della vita, come i sentimenti.
  • Un modo efficace per gratificare i figli è dare obiettivi realistici e commisurati alle loro reali capacità: per esempio a scuola, ma anche nello sport, non bisogna pensare di diventare tutti dei fuoriclasse. Misurate dunque i traguardi sulla base delle reali potenzialità del bambino. Un altro modo efficace è far coltivare le passioni ai nostri piccoli, per esempio il ballo, il teatro, lo sport o qualsiasi altra cosa. Credere in loro, fare il tifo e sostenerli è fondamentale, vale a dire: «Ho fiducia in te». Naturalmente senza eccedere.
  • E’ fondamentale che i complimenti  o il “bravo” siano il più possibile motivati e specifici. Dire al proprio figlio “bravo” in maniera generica, senza motivare e senza contestualizzare, può creare nel bambino ansia da prestazionenonchè un’insicurezza di fondo nel non sapere “perchè è stato bravo” in quella specifica circostanza. Dire invece “come sei stato bravo nel compito di italiano, guarda come hai scritto bene nelle righe, stando attento agli spazi, etc.” permette al bambino di identificare il motivo per cui sta ricevendo un elogio e può spingerlo a replicare quel comportamento, perchè è stato il “fare determinate cose in un certo modo” che lo ha portato al risultato positivo.
  • Elogiare e gratificare va bene, ma non esageriamo!! È importante farlo con misura. Un’educazione centrata su eccessive gratificazioni, cresce figli che non conoscono i limiti della gratificazione. Il rischio è quello di sviluppare una sorta di “bulimia del desiderio”, di insoddisfazione perenne, che potrebbe portare anche a sviluppare una maggiore aggressività in età adulta e una bassa tolleranza alla frustrazione. Dunque, complimentarsi troppo non è positivo perché: in primo luogo, l’eccesso di lode alla lunga perde di significato, in secondo luogo perché si rischia di espropriali del piacere di fare qualcosa solo per il piacere di farlo, senza pensare di doverlo fare per appagare il proprio genitore; ed infine per non gonfiare troppo il loro io. Il bimbo o la bimba che si sente continuamente dire ‘come sei brava’ o ‘come sei intelligente’, può perdere il senso della realtà, pensare di riuscire sempre bene in tutto e potrebbe di conseguenza avere difficoltà ad accettare gli errori, da cui invece si impara molto.
  • Cosa fare invece nel caso in cui il bambino non si comporti bene? Anche per i rimproveri, come per le gratificazioni, è importante che siano mirati al comportamento e non alla persona: quindi, per esempio, è meglio non dire al proprio figlio “sei cattivo”, ma “hai fatto una cosa sbagliata” e spiegargli il motivo.

Il compito di un genitore è quello di dare ai  figli gli strumenti per gestire e tollerare successi e insuccessi, riconoscimenti e frustrazioni legate a quegli insuccessi, che nella vita sono inevitabili, rassicurandoli e mostrandosi sempre disponibili sul piano affettivo e offrendo loro tutto il sostegno necessario. Sia l’eccesso di rimproveri che l’eccesso di gratificazioni hanno lo stesso risultato: rendere i figli meno sicuri. Come in tutte le cose la mezza misura è la via corretta!