Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger: intervista ai nostri esperti dell'età evolutiva - PARTE PRIMA

 


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“Un pizzico di autismo è necessario per il successo nelle arti e delle scienze”.

Questa l’affermazione di Hans Asperger, pediatra austriaco, cui si deve l’individuazione delle principali caratteristiche del disturbo autistico che da lui ha preso il nome.

Gli studi di Asperger rimasero a lungo pressoché sconosciuti alla comunità scientifica, fino al 1981, poco dopo la sua morte, quando la psichiatra inglese Lorna Wing, discostandosi dalle teorie prevalenti, utilizzò per la prima volta la dicitura Sindrome di Asperger per designare una nuova categoria diagnostica appartenente ai disturbi dello spettro autistico.

 
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Per la ricorrenza della nascita di Hans Asperger, il 18 Febbraio, è stata indetta la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger.  E noi per l’occasione abbiamo intervistato la Dott.ssa Graziella Treglia, Psicologa-Psicoterapeuta e la Dott.ssa Stefania Bifolchi, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva che operano all’interno del nostro Centro e che hanno trattato casi di Asperger sia sotto il profilo psicologico che riabilitativo.

Nella prima parte dell’intervista verranno fornite informazioni per comprendere meglio in cosa consiste la Sindrome di Asperger e come si differenzia dalle altre forme di Autismo, quali sono i campanelli d’allarme e come arrivare ad una diagnosi precoce. Nella seconda parte dell’intervista, che pubblicheremo nei prossimi giorni, verranno invece indicate strategie utili rivolte sia alle famiglie che agli insegnanti su come sostenere adeguatamente ed includere i ragazzi ASPIE.

Che cos’E’ la sindrome di Asperger?

Dott.ssa Graziella Treglia: La sindrome di Asperger è un grave disturbo dello sviluppo caratterizzato dalla presenza di difficoltà importanti nell’interazione sociale e da schemi inusuali e limitati di interessi e di comportamento, che non implica, però, difficoltà di linguaggio o cognitive. E’ una condizione che al momento rientra nel quadro delle cosiddette patologie dello spettro autistico.  La diagnosi è stata introdotta nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali solo nella sua quarta edizione (DSM-IV) del 1994; allora, infatti, la Sindrome di Asperger rientrava tra i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, insieme all'Autismo. Successivamente però, nel 2013 (DSM V), la sindrome di Asperger viene più generalmente inserita tra le caratteristiche delle persone con Disturbo dello Spettro Autistico. Il nuovo manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DMS-V) ha deciso quindi di abolire il termine “Sindrome di Asperger” e di sostituirlo con “Disturbo dello spettro autistico Livello 1 ,senza problemi intellettivi e di linguaggio”.  

Il termine “Sindrome di Asperger” viene però da molti ancora utilizzato per motivi di semplicità, continuità o ancora per il fatto che rappresenta un’identificazione culturale positiva, visto l’impegno che per anni è stato svolto nell’ individuare le caratteristiche positive delle persone con Asperger. Basti pensare ai lavori di Attwood e Gray sull’individuazione dei “criteri ASPIE”, e cioè i punti di forza, i talenti, e le caratteristiche positive di queste persone.

Asperger e Autismo: quale relazione intercorre e in cosa si differenziano?

Dott.ssa Graziella Treglia: Pur avendo difficoltà simili a quelle delle persone con autismo, le persone con sindrome di Asperger non presentano ritardi intellettivi e linguistici. La diagnosi della sindrome di Asperger si basa sull'osservazione del comportamento della persone e sta al medico riuscire a distinguere queste manifestazioni inquadrandole come ‘Asperger' e non come ‘Autismo' poiché, ad esempio, nel primo caso non c'è la tendenza all'isolamento o ritardo dello sviluppo cognitivo. Secondo i criteri del DSM i bambini con Sindrome di Asperger non presentano, a paragone di quelli con autismo, alcun ritardo significativo nelle abilità di cura di sé e nel comportamento adattivo che appaiono adeguati per l´età.

Essere Asperger non significa avere una vita limitata o avere ritardi nello sviluppo cognitivo ed essere incapaci di svolgere attività quotidiane. Più tipicamente, invece, le persone autistiche sono ritirate e possono sembrare inconsapevoli o disinteressate alla presenza di altre persone. Gli individui con la sindrome di Asperger, d'altro canto, sono spesso propensi a mettersi in relazione con gli altri, ma mancano di abilità per attrarli con successo. Sono state constatate molte similitudini con l'autismo senza ritardo mentale (denominato ”High Functioning Autism”), ma non si è ancora risolta la questione se la sindrome di Asperger e l’autismo ad alto funzionamento siano veramente condizioni diverse. La differenza principale attuale tra Asperger ed Autismo ad alto funzionamento in senso stretto sembrerebbe risiedere nel fatto che nel secondo caso il bambino tende ad avere uno sviluppo ritardato del linguaggio. Gli ASPIE, invece, hanno il problema opposto: sin da piccoli presentano un linguaggio anche troppo contorto e pieno di parole molto peculiari.

In generale è importante capire che l'autismo ad alto funzionamento (compresa la Sindrome di Asperger) implica un QI nella norma e la possibilità di gestire una vita tutto sommato normale, una volta compresa la propria diversità rispetto agli altri e le proprie caratteristiche personali. È tuttavia molto dura, perché è un continuo venire a patti con un mondo che funziona in modo molto differente da te. L'autismo in senso stretto invece comporta generalmente un QI più basso della media e una oggettiva difficoltà (se non si compensa sin da piccoli) a gestire una vita normale.

Cosa significa quindi essere Asperger?

Dott.ssa Stefania Bifolchi: Essere Asperger significa avere il più delle volte un'intelligenza superiore rispetto alla norma, avere degli interessi specifici in cui si eccelle, basti pensare ad illustri scienziati ed artisti quali Albert Einstein, Michelangelo Buonarroti, Andy Wharrol , arrivando fino a Steve Jobs, ma di contro provare difficoltà ad instaurare relazioni sociali funzionali e durature, nel comprendere i processi motivazionali degli altri, le convenzioni e le routine sociali e sentirsi a volte come fuori dal mondo. Agli occhi del mondo che li circonda possono apparire persone geniali ma al tempo stesso buffe oppure bizzarre o ancora difficili da coinvolgere nelle relazioni poiché poco inclini ai compromessi e a comprendere l'altro. Ogni persona con diagnosi di Sindrome di Asperger è diversa dalle altre e possiede uno stile personale, ma ciò che accomuna tutti è il percepire il mondo, pensare e provare sensazioni diverse dalle persone "tipiche".

Quando si manifesta questa sindrome? Quali possono essere i campanelli d’allarme?

Dott.ssa Graziella Treglia: Le prime manifestazioni compaiono durante l'infanzia, attorno ai 2-3 anni, ma è quando il bambino comincia la scuola che, generalmente, si riesce a fare una diagnosi. Infatti, è a contatto con gli altri, e con i coetanei in particolare, che si palesano i sintomi caratteristici come, per esempio, le difficoltà nel socializzare o il dialogare con i pari.

Dott.ssa Stefania Bifolchi: Pertanto alcune modalità di percepire il mondo ed affrontarlo possono essere colte già durante l'infanzia ed alcuni aspetti possono far supporre l'idea di una diagnosi di Sindrome di Asperger. Alcuni bambini Asperger, ad esempio, già intorno ai 4-5 anni manifestano alcuni interessi particolari per argomenti scientifici oppure per particolari categorie di animali di cui conoscono nomi, abitudini…Mostrano spesso un contatto visivo scarso e sfuggente soprattutto con l'adulto e durature i dialoghi; presentano difficoltà ad accettare alcuni giochi condivisi con i pari soprattutto se basati sull'esecuzione di modalità estremamente rigide e tendendo a proporre sempre attività a loro gradite in maniera a volte routinaria. Hanno sin da piccoli una buona abilità visiva e visuo-percettiva e molti di loro riconoscono lettere e numeri in maniera precoce. Possono presentare difficoltà nella motricità fine, nelle abilità prassiche, nel disegno e nelle abilità grafo-motorie e nella coordinazione motoria. Possono inoltre apparire molto metodici nel ripetere schemi e sequenze apprese. Tutti campanelli d’allarme che devono essere avvalorati da una visita con il Neuropsichiatria Infantile e dall'eventuale somministrazione di test per giungere alla diagnosi.

IDENTIKIT del bambino/ragazzo ASPIE?

Dott.ssa Graziella Treglia:

SOCIALITA’: Gli individui affetti da questa condizione sono spesso socialmente isolati, vengono definiti dei “solitari”, sebbene possano mostrare interesse verso le amicizie e le interazioni sociali. Questi desideri sono però sempre frustrati perché i loro approcci risultano maldestri e inappropriati; spesso vengono accusati di insensibilità verso i sentimenti altrui o di eccessivo formalismo. Le situazioni sociali risultano perciò confuse, prive di senso e fonte di grande ansia.

LINGUAGGIO: Il linguaggio degli individui con sindrome di Asperger normalmente non appare compromesso, ma presenta delle singolarità. Ad esempio, queste persone spesso vengono  accusate di “parlare troppo” e, soprattutto, di essere monotematici (tendono a parlare solo dei propri interessi, talmente circoscritti che raramente sono condivisibili con gli altri). Queste attività li occupano per buona parte del loro tempo e vengono coltivate in modo ossessivo. L’argomento di interesse può cambiare nel tempo ma domina sempre le loro conversazioni e spesso coinvolge l’intera famiglia. Voglio ricordare che Hans Aspergers definisce i bambini con Asperger dei “piccoli professori".

COMUNICAZIONE: Hanno difficoltà a seguire il ritmo della conversazione, specie se si tratta di conversazioni spontanee e non tematizzate e possono tendere ad introdursi in modo non appropriato nel discorso e faticare a mantenere viva la conversione.  Interpretano con fatica gli aspetti non verbali della comunicazione (ossia gesti, intonazione della voce, espressioni facciali) e il loro eloquio spesso manca di questi elementi (il tono di voce è monotono e hanno una espressività limitata). Tendono inoltre a interpretare in modo letterale ciò che viene detto e non colgono il significato di frasi indirette, ironiche o metaforiche.

ABILITA’ MOTORIE: A queste caratteristiche, spesso, si aggiunge la compresenza di un impaccio motorio (disprassia) ed un ritardo nell’acquisizione di certe abilità motorie quali l’andare in bicicletta, afferrare una palla, aprire barattoli, ecc...


CONTINUA….