Come gestire al meglio i compiti per le vacanze.

 

Intervista a Giorgia Ferappi – Tutor dell’apprendimento

La scuola è finita da un pezzo, l’estate è ormai inoltrata e più passano le settimane, più comincia ad attirare l’attenzione dei genitori quel tanto odiato libro delle vacanze lasciato a prendere polvere sulla scrivania dei loro figli. I bambini in questi mesi sono troppo impegnati a godersi il meritato riposo per pensare ai compiti per le vacanze. Ma settembre si avvicina e se almeno quest’anno non volete passare gli ultimi giorni di vacanza chiusi in casa insieme ai vostri figli, costringendoli a finire in una settimana i compiti che non hanno fatto per 3 mesi, conviene cominciare a organizzarsi!

Per aiutarvi a gestire al meglio il tempo che i vostri bambini dovrebbero dedicare allo studio estivo, pur non tralasciando i momenti altrettanto importanti di riposo e di divertimento, abbiamo raccolto per voi i preziosissimi consigli della Dottoressa Giorgia Ferappi, Tutor dell’apprendimento e docente del corso intensivo sul metodo di studio "Imparo a studiare", rivolto a bambini e ragazzi.

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Una domanda che molti genitori si fanno riguarda l’utilità che i compiti per le vacanze possono avere per i bambini dal punto di vista didattico: perché sono così importanti e in che modo preparano gli alunni al nuovo anno scolastico?

Fare i compiti durante le vacanze estive è fondamentale per mantenere il ritmo di concentrazione tenuto per tutto l’inverno. Bisogna capire che per un bambino 3 mesi di pausa dopo un anno scolastico così intenso sono davvero tanti. Interrompere completamente l’attività di studio nel periodo estivo sarebbe dannoso per lui, perché a settembre riprenderebbe il pieno carico degli impegni scolastici con grande difficoltà.

Inoltre, i compiti per le vacanze sono un’ottima occasione per acquisire autonomia nello studio, visto che il bambino ha più tempo per esercitarsi. Non essendoci più le lezioni di danza, di nuoto o di calcio a cui correre, rimane più tempo da dedicare a uno studio “di qualità”. Invece di sbrigarsi a finire i compiti, i nostri figli possono sedersi con calma alla scrivania e concentrarsi sui singoli esercizi, sentendosi liberi di sbagliare e andarsi a rivedere quello che non hanno capito.

È vero che è importante “non perdere il ritmo” con lo studio in estate, ma lo è anche godersi il meritato riposo. In che modo possiamo provare a mantenere un equilibrio tra studio e tempo libero in questi mesi, cercando di non rendere i compiti estivi un motivo d’ansia per bambini e genitori?

La parola chiave che risponde a questa domanda è “organizzazione”: bisognerebbe pianificare il tempo da dedicare ai compiti, in modo da farne fare ai nostri figli pochi alla volta, piuttosto che tutti insieme in pochi giorni. Infatti, se ci pensiamo i compiti estivi diventano motivo d’ansia solo se vengono evitati per 3 mesi e rispolverati di corsa gli ultimi giorni di vacanza. Quindi soltanto organizzandoci e definendo prima il tempo settimanale da dedicare allo studio riusciamo a prevenire anche l’ansia senza andare a scapito del riposo, che è comunque fondamentale.

Quale strategia consigli ai genitori per realizzare e mantenere l’organizzazione del tempo da dedicare ai compiti per le vacanze?

C’è un’unica strategia che funzioni: fare un “planning” settimanale insieme ai nostri figli, stabilendo quali e quante ore dedicare allo studio. Per esempio, ogni domenica si potrebbe pianificare insieme al bambino quando fare i compiti durante la settimana successiva, tenendo in considerazione gli impegni familiari, le richieste specifiche del bambino, la sua età e il tempo che passerà con sicurezza in casa nell’arco dei prossimi sette giorni.

Quali sono nel pratico i consigli che ti senti di dare ai genitori per realizzare il planning settimanale dello studio estivo e motivare i loro figli a rispettarlo?

  • Fate un planning a settimana: poiché durante l’estate gli impegni familiari variano spesso, facendo un planning dei compiti a lungo termine si rischia di non riuscire a portarlo a compimento. Molto meglio sarebbe formularlo e riadattarlo di settimana in settimana.

  • Stabilite il planning insieme a vostro figlio: l’organizzazione dei compiti estivi è un’ottima occasione per insegnare ai bambini a gestire al meglio il loro tempo. Scegliere insieme a loro i momenti migliori da dedicare ai compiti li renderà più autonomi e motivati nel farli, in quanto non vivranno il planning come un’imposizione, bensì come un patto da rispettare.

 

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  • Promettete una ricompensa: se vostro figlio ha rispettato l’impegno preso con voi e con i compiti per tutta la settimana, dimostrando autonomia, senso dell’organizzazione e lealtà, merita certamente un premio! 

Potete gratificarlo dandogli una stellina per ogni settimana di planning rispettata o per ogni compito fatto, se è un bambino più piccolo. Dopo un certo numero di stelline accumulate, per esempio 2 stelline = 2 settimane di planning rispettate (per i più grandi), oppure 4 stelline = 4 compiti fatti nell’arco della stessa settimana (per i più piccoli), potreste ricompensarlo con un piccolo regalo, che sia una bambola, un pacchetto di figurine o qualsiasi cosa che coincida con le sue passioni. La ricompensa va data in base all’impegno, non in base all’esecuzione: non ha importanza se il bambino non è riuscito a risolvere il problema di matematica. L’importante è che ha mantenuto un impegno preso con voi rispettando il planning di studio.

  • Fate pochi esercizi, ma per ogni argomento del libro: è importante seguire l’ordine cronologico degli argomenti offerti dal libro delle vacanze, ma non è necessario fare lo stesso per gli esercizi. 

Per un ripasso funzionale, dopo aver rivisto le regole di un argomento, non completate subito tutti gli esercizi a esso relativi: fatene alcuni, poi passate al nuovo argomento, fate pochi esercizi anche di questo e così via, fino a quando non avrete esaurito tutti gli argomenti. A quel punto, tornate indietro e ricominciate dagli esercizi che vi mancano, e di nuovo fino alla fine del libro. Seguendo questo metodo “a strati” opererete un ripasso continuo e riuscirete a rivedere sicuramente tutto prima di settembre.

  • Date qualche compito di realtà: motivate i vostri figli a fare i compiti cercando di applicarli alla realtà. Ad esempio, state studiando le frazioni? Provate a dare loro questo problema: “La vacanza che abbiamo fatto è costata 1000 euro a persona e abbiamo dovuto dare 2/5 della cifra totale in acconto all’agenzia di viaggi prima di partire. A quanto corrisponde?”. Dimostrerete ai bambini che anche nella vita quotidiana servono le frazioni!

Quali sono invece le cose da evitare per un efficace planning dei compiti estivi?

  • Non fate fare i compiti per punizione: non si sentirà mai motivato a fare i compiti se glielo imponete per punizione.

  • Mai portare il libro degli esercizi in vacanza: piuttosto portate il libro delle letture oppure chiedete al bambino di redigere un diario della vacanza.

  • Non imponete un numero di pagine al giorno da completare: gli esercizi possono avere difficoltà diverse e il tempo da dedicargli va sempre definito in base alla capacità di attenzione del bambino.  

  • Mai ritrovarsi a fare tutti i compiti a una settimana dall’inizio della scuola: è il modo peggiore per far cominciare l’anno al bambino. A questo punto, meglio farne di meno o non farli affatto.

  • Non rimproverate vostro figlio per non aver rispettato il planning se per primi voi non lo avete fatto. Una volta stabilito il planning in accordo con il bambino, attenzione a rispettarlo. Cambiare in corsa per vostre esigenze, non solo non da il buon esempio a vostro figlio ma vi delegittima ai suoi occhi. Come spesso ci capita di ripetere l'esempio dell'adulto vale più di mille parole!

Invece i ragazzi più grandi come possono sfruttare l’estate di passaggio dalle elementari alle medie o dalle medie alle superiori?

Dedicandola alla lettura oppure ai compiti di realtà: possono organizzare un viaggio o una gita di famiglia, oppure provare ad applicare quello che hanno imparato durante l’anno alle faccende “casalinghe”, come il controllo della contabilità.

Ma in generale anche ai più grandi consiglio di organizzarsi con un planning dello studio estivo di preparazione ai test di ingresso: è importante arrivare preparati almeno sulle materie di base, cioè italiano, matematica e geometria e ci sono molte simulazioni disponibili online per ripassare al meglio. È vero che la prima impressione non è mai quella che conta, ma è un peccato partire con il piede sbagliato nella nuova scuola solo perché ci si è rilassati troppo durante le vacanze!

In generale, un consiglio che vale sia per i grandi che per i piccoli e che approfondirò nel corso intensivo sul metodo di studio che tornerà a Settembre, è quello di sfruttare sempre i compiti per migliorare e definire il proprio metodo di studio. Soprattutto in estate, essendo liberi dal carico emotivo che suscita il giudizio dell’insegnante, da limiti di tempo e imposizioni, è importante sperimentare, provare a risolvere un compito in un modo e poi in un altro per vedere cosa riesce meglio per creare il proprio metodo di studio.

Intervista a cura di Federica Salini