I compiti per le vacanze di Natale: come bilanciare riposo e studio

 

Intervista a Giorgia Ferappi – Tutor dell’apprendimento

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Il 25 Dicembre, il giorno più amato dai bambini, è da poco passato. E se la magia del Natale continua a trasportare le famiglie in un gioioso clima di festa, si avvicina come ogni anno il momento tanto temuto e rimandato da bambini e genitori: l’inizio dei fatidici compiti per le vacanze.

Ma quest’anno gli studenti hanno ricevuto un regalo inaspettato dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che qualche giorno prima della chiusura natalizia ha salutato tutte le scuole con una circolare ministeriale, invitando i docenti a diminuire il carico dei compiti da assegnare agli alunni per le vacanze.

Con questo gesto, il Ministro sembra aver accolto con favore il decalogo “Regola compiti” redatto dal Dirigente Scolastico Maurizio Parodi e arrivato al Miur qualche settimana prima di Natale. Si tratta di un “modello di Regolamento che i dirigenti degli Istituti comprensivi potranno sottoporre agli Organi collegiali e inserire nel Patto di corresponsabilità educativa”, per sensibilizzare i docenti a ridurre i compiti a casa, nel rispetto del tempo libero da dedicare al gioco, al riposo o ad altre attività ricreative.

Insomma, per questo Natale sono previsti meno compiti e più riposo. Ma come aiutare bambini e genitori a equilibrare le due istanze? Per rispondere a questa domanda, abbiamo chiesto alla Dottoressa Giorgia Ferappi, Tutor dell’apprendimento, di commentare l’iniziativa del Ministro Bussetti e di dare qualche consiglio ai genitori che, proprio in questi giorni, si preparano ad affrontare insieme ai figli i tanto odiati compiti per le vacanze.

 

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Cosa ne pensi del decalogo “Regola compiti” arrivato al Miur in questi mesi?

Lo considero un segnale molto positivo. Finalmente c’è la volontà di unificare il sistema scolastico anche rispetto all’assegnazione dei compiti, che se viene lasciata solo alla discrezione degli insegnanti, rischia di creare forti squilibri tra una classe e l’atra, o tra un grado scolastico e il successivo. I bambini spesso sentono delle frustrazioni se sono costretti a rimanere a casa a studiare, mentre l’amichetto può giocare perché ha un’altra maestra che dà meno compiti. Oppure, se sono abituati a studiare poco a casa, rischiano di trovarsi male nel passaggio dalle elementari alle medie o dalle medie alle superiori.

 

Quale punto del decalogo “Regola compiti” ti convince di più?

Un punto fondamentale è sicuramente il primo, che recita: “I docenti che decidano di assegnare compiti a casa si impegnano a correggerli tutti e a tutti – altrimenti non avrebbe senso farli”. Infatti, i compiti sono un’importante forma di allenamento, e la correzione dell’insegnante è un momento essenziale in questo processo, sia per la motivazione dell’alunno che per il lavoro del docente.

Proprio perché i bambini non comprendono da soli l’importanza dei compiti come allenamento, è necessario che i docenti provvedano sempre alla loro correzione in classe, fornendo agli alunni una motivazione concreta per dedicarsi ad essi.

Inoltre, la correzione dei compiti è uno “strumento di osservazione” per l’insegnante, in quanto lo aiuta a capire quali errori fa il bambino e cosa non ha chiaro della materia o dell’esercizio. Per questo ritengo più utile, sia per il docente che per l’alunno, puntare sulla qualità dei compiti anziché sulla quantità: è meglio dare meno compiti a casa, riservandosi il tempo per correggerli in classe tutti insieme, piuttosto che assegnarne troppi, senza riuscire mai a rivederli.

 

Vista la circolare voluta dal Ministro Bussetti per ridurre il carico dei compiti durante le vacanze natalizie, quale consiglio vorresti dare a genitori e ragazzi per rispettare il tempo da dedicare al riposo in questi giorni di festa, ma senza dimenticare lo studio?

Come ho già spiegato nell’articolo dedicato ai compiti per le vacanze estive, il modo migliore per organizzare il tempo dello studio, senza rinunciare al gioco e al riposo, è fare un planning delle ore e dei giorni destinati ai compiti. Ecco qualche dritta per programmare al meglio le vostre vacanze di Natale, lasciando spazio al planning dei compiti natalizi:

·         Ricordarsi che le vacanze di Natale non sono lunghe come quelle estive: 15 giorni sono pochi e vanno organizzati con cura

·         Contare i giorni di vacanza assoluta, in cui la famiglia è impegnata in altro e vuole solo godersi il Natale, e programmare le ore di studio per i giorni che rimangono

·         Nei giorni di vacanza assoluta, come il 25 Dicembre o il 1 Gennaio, anche i bambini devono essere liberi: mai chiudere un bambino in cameretta a fare i compiti mentre tutta la famiglia si gode il Natale!

·         Anche giocando si impara e il periodo natalizio è il migliore per insegnare ai bambini giochi costruttivi. Con i giochi di carte (come Scopa), con la tombola o con alcuni giochi di società (come Monopoli) ci si esercita con le addizioni, si mette in moto la memoria di lavoro, si impara a contare e a creare piccole strategie. Anche i più piccoli possono dedicarsi a questi giochi, ma sempre con la supervisione degli adulti!

·         Non rinforzare nei bambini la tendenza a procrastinare i compiti, con la scusa che mancano ancora tanti giorni alla ripresa della scuola e non ci sono scadenze immediate da rispettare

·         Per convincere i bambini a fare i compiti, dare luogo sempre a critiche costruttive. Mai legare il mancato impegno nello studio alla “bontà” del bambino, dicendo: “se non fai i compiti, Babbo Natale si riprenderà il tuo regalo perché sei stato cattivo”. Premiate piuttosto l’impegno e il senso di responsabilità del bambino dicendo: “se rispetti il programma dei compiti, vedrai che Babbo Natale ti porta quello che vuoi”

 

In generale consiglio di valorizzare al massimo il tempo da dedicare ai compiti, puntando sempre alla qualità e mai alla quantità delle ore di studio. I compiti a casa devono essere sempre vissuti dai piccoli studenti come un’imprescindibile fonte di allenamento, da portare avanti con costanza e puntualità come si fa con uno sport. Un atleta quando deve allenarsi non lo fa un solo giorno per ore ed ore, finché non gli riesce una tecnica, ma si esercita un po’ tutti i giorni. Lo stesso vale per i compiti: è meglio studiare bene per un’ora al giorno, piuttosto che passare sui libri intere giornate gli ultimi giorni di vacanza.

 

Volete ulteriori consigli su come organizzare un planning di studio efficace? Date un’occhiata anche all’articolo “Come gestire al meglio i compiti per le vacanze estive”: i preziosi consigli della Dottoressa Ferappi si adattano a tutte le stagioni!

Intervista a cura di Federica Salini