A scuola di gratificazione: quando un riconoscimento vale più di mille punizioni

 

Scritto da Sara Baldi

I bambini trascorrono la maggior parte della giornata a scuola con gli insegnanti, che quotidianamente svolgono un delicato e fondamentale lavoro. Abbiamo pertanto pensato a dei consigli in pillole per gli insegnanti rispetto al tema della gratificazione a scuola. Come gratificare l’allievo senza generare in lui ansia da prestazione? Quando il riconoscimento non arriva, quali strategie mettere in atto?

 

È ormai noto che per modificare specifici comportamenti è più efficace ricorrere a strategie che si basano su premi piuttosto che su punizioni . I bambini sono, infatti, molto più motivati a fare qualcosa se poi ottengono un premio o un riconoscimento: “controllano” in tal modo la situazione attraverso il proprio comportamento e hanno una gratificazione per la fatica impiegata. Ma come applicare questo principio a scuola?

  • + NOTE DI MERITO – NOTE DI DEMERITO. Il rinforzo per un comportamento positivo è da preferire alla punizione per un comportamento negativo: gratificare il bambino quando segue le regole o si comporta in modo corretto è da preferire alla punizione quando non ascolta o non fa quello che ci si aspetta da lui. Questo permette al bambino di aumentare la propria autostima e all’insegnante di essere percepito come persona equa, chiara e affidabile. In questo modo le interazioni insegnante-alunno diventano più piacevoli ed efficaci.
  • LA GRATIFICAZIONE EFFICACE. La gratificazione (o rinforzo positivo) è davvero efficace quando è meritata, viene data subito dopo il verificarsi del comportamento che vogliamo rinforzare e quando è costante: se uso un rinforzo positivo per un comportamento una volta, dovrò farlo sempre.
  • PREMIARE PER INCENTIVARE I COMPORTAMENTI POSITIVI. I premi possono essere beni materiali o attività piacevoli, per esempio il gioco con i compagni di classe. Le gratificazioni dovrebbero, inoltre, essere cose attraenti ma piccole, sebbene commisurate allo sforzo richiesto al bambino. Nella scuola come gratificazione è possibile ipotizzare mini-gite, premi sociali e note di merito o affermazioni come: “oggi sono orgogliosa di te”.
  • QUANDO E COME USARE LE PUNIZIONI. Le punizioni, date in risposta al non aver fatto quanto atteso, è bene utilizzarle solo in casi eccezionali perché, sebbene possano agire da deterrente, non è escluso che inneschino dei comportamenti problematici dettati dal risentimento e dalla frustrazione. Inoltre, non migliorano l’autostima del bambino. In ogni caso, tali punizioni è sempre auspicabile che coincidano con perdite di privilegi (es.: non ricevere la stellina), piuttosto che con l’obbligo di fare cose indesiderate (es: compiti supplementari).
  • UN PATTO DI REGOLE CONDIVISO PER INNESCARE UN CIRCOLO VIRTUOSO. Può essere utile elaborare un patto di regole, condiviso da tutti i componenti della classe, che sia in grado di stabilire degli equilibri di giustizia e di rispetto reciproco. Un patto comune costituito da norme e indicazioni che ci si è dati tutti insieme permette che tutta la classe si coalizzi in una sorta di comportamento virtuoso collettivo orientato al benessere della vita di classe. E’ importante però ricordare che gli obiettivi condivisi devono essere raggiungibili, stabilire regole difficilmente applicabili frustra l’insegnante e il bambino e rinforza atteggiamenti negativi da entrambe le parti. Regole: poche e semplici, una garanzia di successo.
  • GRATIFICARE SENZA GIUDICARE. Infine, un aspetto fondamentale da sottolineare nell’ambito scolastico è il voto, inteso come principale mezzo di gratificazione dello studente. Attorno ad esso ruotano le ansie, le preoccupazioni e le aspettative di alunni, genitori e insegnanti. Ma il voto non è e non deve essere considerato l’espressione del giudizio sulla persona, come invece spesso è percepito. Dare un’eccessiva importanza alla valutazione rischia di creare un legame troppo stretto tra l’autostima e la media scolastica. In questo modo anche l’apprendimento ne risente: è utile iniziare a dare importanza ai progressi, all’impegno e all’atteggiamento dello studente, più che al voto, dando valore al percorso più che al traguardo, e a rivalutare l’errore, inteso come spunto di crescita e apprendimento.

Siamo ancora lontani da un modello di scuola che gratifichi anziché punire, ma è anche vero che ci sono insegnanti che provano ogni giorno a mettere in atto questa rivoluzione silenziosa, che preferiscono dare importanza alla vita più che al voto, che utilizzano i rinforzi positivi al posto delle punizioni, che valutano con maggiore peso il percorso rispetto al traguardo. E questi insegnanti meritano a loro volta una gratificazione:  un “Grazie maestra”, da parte di un bambino o ancora di più da un genitore, basterebbe a dare a tanti insegnanti la spinta necessaria per continuare su quella strada. Perchè è dalle persone che parte il cambiamento e tutti possono fare qualcosa, genitori ed insegnanti in primis, innescando un sistema virtuoso di gratificazione reciproca.