FAQ sessualità: ecco le risposte alle domande più frequenti

 

Nel corso del seminario gratuito “L’educazione sessuale oggi”, tenuto dalla psicologa-sessuologa Dott.ssa Giada Mastrogregori, abbiamo raccolto gli interrogativi più interessanti, emersi nel confronto con i genitori presenti all’incontro. Un’ulteriore modo per supportare tutti quei genitori che si pongono domande su come affrontare l’argomento “sessualità” con i propri figli.

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  • Qual’è l’età giusta per iniziare a parlare di sessualità con i propri figli?

L’ideale sarebbe iniziare a trasmettere loro una serie di nozioni sin dalla loro più piccola età, attraverso il gioco e il modello di amore che i genitori quotidianamente offrono al proprio figlio. È bene sottolineare infatti che parlare di sessualità non significa solamente parlare di parti intime o contraccezione, ma affrontare la tematica del voler bene, dell’uguaglianza e del rispetto fra maschi e femmine, di diversità e non solo. Si può introdurre l’argomento anche quando i bambini iniziano a porsi le prime domande su come siano nati o su cosa voglia dire “fare l’amore”. Cominciare questi discorsi quando i bimbi sono ancora piccoli permetterà loro di affrontare l’argomento sempre con molta naturalezza nel corso della loro crescita e aiuterà i genitori, allenati nel corso degli anni, a non farsi prendere dall’ansia e dall’imbarazzo alla soglia dell’adolescenza, periodo di grande curiosità da parte dei ragazzi.

  • Che tipo di linguaggio bisogna utilizzare?

Il linguaggio da usare è sempre in relazione all’età e allo sviluppo del bambino. In generale è bene utilizzare un linguaggio semplice, scientificamente corretto e alla portata del bambino che si ha di fronte.

  • È importante insegnare il nome scientifico delle parti intime, come si fa per le altre parti del corpo?

Dare un nome alle cose aiuta a conoscerle meglio e a poterne parlare più liberamente. Attribuire il nome scientifico alle parti intime può essere di grande imbarazzo per i genitori che hanno a che fare con bambini piccoli mentre può essere più facile per i genitori di pre-adolescenti ed adolescenti, che già hanno affrontato lo studio del corpo umano durante il percorso scolastico. In ogni caso è utile fin dai primi discorsi utilizzare la terminologia corretta e spiegare con parole semplici ma adeguate le differenze fra il corpo maschile e femminile, anche in termini scientifici.

  • Mi è capitato al parco che mio figlio notasse e mi facesse notare una coppia gay che scambiava effusioni, come affrontare l’argomento omosessualità con un bambino di 7/8 anni?

I bambini di 7/8 anni hanno visto spesso i genitori o altre persone vicine scambiarsi abbracci, baci e tenerezze. Sanno quindi che quando ci si vuole bene ci si scambia gesti amorevoli o ci si tiene per mano mentre si fa una passeggiata. Se vostro figlio vi pone domande o vi fa notare una coppia omosessuale scambiarsi tenerezze è bene dare informazioni rispetto all’orientamento sessuale, spiegando che esso può essere direzionato verso il sesso opposto, verso lo stesso o entrambi, per cui basterà spiegare con semplicità che quella coppia si sta scambiando gli stessi gesti che si scambiano due persone che si vogliono bene, proprio come mamma e papà.
Affrontare l’argomento con naturalezza e senza pregiudizi da parte dei genitori aiuta il bambino, che prima notava una coppia omosessuale come qualcosa di diverso, a far proprio il concetto e a non trovare più nulla di strano nell’espressione di un amore omosessuale.

  • Dobbiamo aspettare che siano loro a farci delle domande o possiamo aprire noi l’argomento, soprattutto se abbiamo sentore che ne parli già con i suoi coetanei e magari in maniera sbagliata?

Per evitare situazioni scomode ed imbarazzanti talvolta i genitori tendono ad aspettare che sia il proprio figlio a fare la prima mossa o eventualmente prendono coraggio solo laddove hanno il sentore di qualche pericolo. In generale è bene che il bambino sia abituato sin da piccolo a potersi confidare con i propri genitori rispetto a tutti i dubbi e curiosità sulla sessualità. Un dialogo aperto permetterà loro di avervi sempre come primi punti di riferimento e permetterà voi di sentirvi sempre meno in imbarazzo nell’affrontare le varie tematiche. Nel caso in cui vostro figlio sia già cresciuto e non si sia instaurato fra voi questo tipo di dialogo sulla sessualità, è possibile introdurlo. È utile prendersi del tempo per chiacchierare con lui/lei, creare un clima sereno e non giudicante e sottolineare il fatto che voi ci siete, per qualsiasi domanda o chiarimento, anche se prima non glielo avete mai detto. È importante creare un clima di reciproca fiducia che vi permetterà di trasmettere le giuste informazioni.

  • Se il bambino/a ci prende alla sprovvista, chiedendoci “cose scomode ed imbarazzanti” come facciamo?

Il primo passo è superare l’imbarazzo. Un bel respiro e si affronta la domanda. Per prendere qualche secondo prima di rispondere e fare mente locale si può chiedere al bambino/a come mai faccia questa domanda e cosa voglia sapere di preciso. L’importante è non trasmettere l’idea che stia chiedendo qualcosa di sbagliato o sconveniente, magari con affermazioni del tipo: “Chi ti ha detto queste cose?” oppure “Sei troppo piccolo/a per sapere queste cose”. Risposte che negano o rimandano il discorso non faranno altro che far pensare al bambino che sia meglio chiedere a qualcun altro, perché forse voi non siete disponibili ad ascoltarlo. Meglio invece è cercare di capire cosa voglia sapere vostro figlio. Il più delle volte basterà una spiegazione semplice e non troppo specifica (se non richiesta) e adatta alla sua età: in questo modo confermerete l’idea che siete disponibili all’ascolto e che anche per le future domande lui/lei possa contare su di voi.

  • Come e dove possiamo reperire materiale per informarci sul tema della sessualità?

Per fornire informazioni corrette ai propri figli ed avere al contempo suggerimenti su come affrontare le tematiche sessuali è possibile acquistare dei libri strutturati già sulla base delle diverse fasce di età e delle competenze che è bene che i bambini posseggano. Ne esistono di molteplici tipologie, elaborati da psicologi e sessuologi. È possibile anche rivolgersi direttamente a specialisti del settore che possono indirizzare i genitori all’acquisto di ausili specifici e supportarli nella realizzazione del rapporto di fiducia e dialogo tra genitore e figlio/a.

  • Figli pre-adolescenti: se gli parlo “liberamente” di sesso ho paura che poi si senta autorizzato a viverlo troppo precocemente e/o in modo irresponsabile. Come evitare ciò?

È giusto dare tutte le informazioni rispetto alla piacevolezza che scaturisce dalla sessualità così come è fondamentale informare rispetto alle varie tappe di sviluppo e ai tempi con cui si accede alle varie esperienze. Parlare di sessualità vuol dire infatti mettere i propri figli nelle condizioni di essere maggiormente informati e più consapevoli delle proprie scelte.

  • A un bambino di 8 anni che mi chiede e fa domande su cosa significa “fare l’amore” devo rispondere la verità o c’è il rischio che “provi a sperimentare” direttamente senza rendersi conto di quello che sta facendo?

A un bambino/a di 8 anni si possono spiegare moltissime cose: le differenze anatomiche che caratterizzano maschi e femmine, lo sviluppo sessuale cui andrà incontro e le relative trasformazioni fisiche che vivrà in pubertà, le prime cotte e gli innamoramenti, fino ad arrivare a spiegare cosa significhi avere un rapporto sessuale. Dare spazio a queste tematiche toglierà a lui/lei ogni dubbio e sarà possibile spiegare che c’è un tempo per ogni esperienza.

  • E se, invece, il/la bambino/a sembra non manifestare alcun interesse per le tematiche sessuali, mi devo preoccupare? Devo comunque cercare di affrontarle?

Difficilmente i bambini piccoli non chiedono, sono per natura molto curiosi e non hanno ancora compreso, se non attraverso le reazioni dei genitori, quali siano i discorsi tabù o meno. Nel caso di un bambino/a dai 7/8 anni in avanti, invece, l’imbarazzo, suo o dei genitori, potrebbe essere il vero freno alla curiosità.
È bene cercare di capire quindi se il bambino/a non chieda per timore, perché non si è mai parlato prima di certi argomenti in famiglia e possa aver intuito che non siano cose di cui poter discutere. È utile quindi fare il primo passo, tastare il terreno e capire cosa pensi il ragazzo/a, soprattutto se alle soglie dell’adolescenza.

  • Mi è capitato di sorprendere mio figlio di 7 anni nascosto nell’armadio con il suo amico del cuore mentre si baciavano, mi devo preoccupare? E soprattutto come devo affrontare la situazione?

Baci, carezze, abbracci sono scambiati fra bambini spesso per vicinanza e può essere naturale che essi sperimentino affetto e desiderio verso il proprio o la propria compagna di scuola o del cuore, che frequentano quotidianamente. Si tratta delle prime sperimentazioni: avvengono per imitazione di comportamenti visti da altri e che non necessariamente significano che il bambino svilupperà un orientamento sessuale omosessuale. Nell’occasione specifica sarebbe opportuno spiegare al bambino, con tranquillità e attraverso esempi di rapporti fra familiari o conoscenti, quali atteggiamenti siano tipici dei rapporti di amicizia e quali invece d’amore, in modo che possa dimostrare al suo amico l’affetto che sente nel migliore dei modi.