Essere sinceri con i propri figli? Si può e si deve!

 

Può capitare che i genitori raccontino bugie ai propri figli e le ragioni sono varie: dall’ottenere obbedienza, magari con la minaccia del famoso “uomo nero”, a quelle dette per togliersi d’impaccio quando per esempio si è molto stanchi o ancora quando si avverte l’imbarazzo di fronte a domande impertinenti. Ci sono poi le verità difficili da spiegare: a volte i genitori si vedono “costretti” a mentire per proteggere il bambino da situazioni che possono spaventarlo o farlo soffrire, per esempio nel caso di una separazione, di una morte o di una malattia o ancora per non rivelare aspetti delicati della propria vita privata. È un modo naturale e spontaneo di proteggerli da realtà angoscianti, tristi o preoccupanti.

MA E’ GIUSTO MENTIRE AL PROPRIO FIGLIO?

Qualche volta una bugia a fin di bene può essere opportuna come, ad esempio, elogiare uno scarabocchio fatto da nostro figlio per incoraggiarlo a disegnare. Parliamo di bugia pedagogica, quella da raccontare ai bambini per gratificarli: “Mamma, ti piace il mio disegno?”, “Certo, è meraviglioso”. In tutti gli altri casi è sempre opportuno valutare se la bugia sia davvero necessaria. Spesso, infatti, la bugia non è una scelta consapevole ma è prodotta d’impulso per sfuggire, come dicevamo, a una domanda o ad una situazione scomoda, senza interrogarsi sull’effetto che avrà sui figli.

Nel mentire ai propri figli si sottovaluta la straordinaria capacità dei bambini di adattarsi a situazioni sconosciute, ritenute strane o insolite dagli adulti. Alla base di ciò c’è la difficoltà degli adulti a contattare emotivamente il proprio sé e a sopportare il dolore dei bambini. La verità andrebbe sempre detta, sia nelle piccole che nelle grandi cose: quando si mente ai propri figli li si rende insicuri e sospettosi, compromettendo il rapporto di fiducia che deve esistere tra i membri della famiglia.

È bene che i bambini conoscano la verità e sappiano cosa accade intorno a loro e alle persone che amano. Utilizzare parole semplici e adatte alla loro età per fargli capire perché i genitori sono cambiati e si stanno separando o perché sono preoccupati se hanno problemi di lavoro, o ancora perché sono tristi se hanno perduto un amico. Questo li renderà più sicuri, consapevoli e partecipi della vita familiare, e soprattutto, loro stessi saranno portati a condividere in famiglia ciò che gli succede.

La vostra sincerità è alla base della loro fiducia. La sincerità nel rapporto genitori-figli aumenta il grado di affidamento dei bambini nell’autorità genitoriale e rinsalda i legami affettivi.

Un aspetto che merita di essere sottolineato è che la sincerità e la bugia spesso si apprendono dai genitori, apprendimento per imitazione: dare una risposta falsa, raccontare una falsa verità o fare una promessa che poi non si avvera, fa sentire il bambino profondamente tradito e ferito, quindi in qualche modo autorizzato a mentire a sua volta.

Se una bugia è indispensabile, ad esempio per rispetto di un’altra persona, è necessario spiegare al bambino i relativi motivi. Il bambino deve imparare a riconoscere la netta differenza tra un “mascheramento” volto al rispetto dell’altro, una bugia necessaria ma piuttosto vigliacca e una bugia molto grave.

Quando ci rapportiamo ai bambini non dobbiamo dimenticare che gli adulti sono le uniche fonti autorevoli in grado di spiegare loro le situazioni e aiutarli a comprendere il mondo che li circonda, non solo quello fisico ma anche quello emotivo. Ai bambini non va nascosto che si può soffrire o si può essere arrabbiati e non si deve impedire loro di sentire o manifestare queste emozioni. Le proveranno comunque, come capita normalmente a tutti gli esseri umani, pertanto è importante che imparino a riconoscerle e a gestirle, piuttosto che a negarle e a reprimerle.

Se sapremo instaurare una relazione sincera con i nostri figli fin da piccoli, ne gioveremo tutti, genitori e figli, soprattutto più in là, nella delicata fase della preadolescenza e dell’adolescenza. È fondamentale costruire basi solide fin dall’infanzia per accompagnare i nostri figli nel modo migliore possibile ad affrontare le sfide sempre più complesse che la vita ci presenterà.