Parlare di sessualità con i propri figli? Si può!

 

Per molti anni l’argomento “sesso” è stato vissuto come un vero e proprio tabu, qualcosa di cui non poter parlare, ancor più di fronte ai propri figli. Recentemente, invece, grazie alla facilità con la quale anche i media affrontano la questione, basti pensare alla frequenza con la quale serie TV o programmi pomeridiani di libero accesso parlano delle diverse tipologie di orientamento sessuale o di famiglie esistenti, o anche solo al maggior numero di pubblicità a favore di una buona salute sessuale che spronano ad un sesso consapevole e protetto, si inizia adesso, a piccoli passi, a parlare dell’argomento senza eccessivi imbarazzi.

La sfera sessuale è infatti una componente fondamentale dell’essere umano, che comprende aspetti psicologici, sociali e culturali. Al pari di altre aree importanti per l’individuo, essa merita una profonda attenzione in quanto contribuisce al raggiungimento di una migliore qualità di vita e benessere, promuovendo la salute generale dell’individuo.

Sebbene moltissimi adulti riconoscano l’importanza di questo aspetto nella propria vita e si dicano aperti ad affrontare l’argomento, essi fanno tuttora fatica a parlarne liberamente. Ciò è ancor più vero quando si tratta di trasmettere informazioni sulla sessualità ai propri figli.
Spesso i genitori si dicono infatti propensi a volerne parlare, ma poi in molti casi si tirano indietro. Stando ai risultati di una recente ricerca condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i genitori che parlano espressamente di sessualità ai figli sono infatti davvero pochi: tutti gli altri vorrebbero affrontare l’argomento, se ne preoccupano, immaginano la situazione, ma poi finiscono per non dire nulla.

 

Spesso ricorrono a modalità che allontanano momentaneamente la curiosità del bambino, soprattutto intorno ai 2-3 anni, quando questo pone domande ad esempio sui suoi organi genitali piuttosto che su come nascano i bambini. I genitori si sentono presi alla sprovvista e non sanno come sia meglio reagire: a quel punto il più delle volte mettono in atto atteggiamenti di chiusura, un modo per non affrontare realmente l’argomento. Capita a molti genitori di dire: “Ma cosa ti viene in mente?”, oppure “Ma chi ti ha detto queste cose?”, o ancora “Te lo dirò quando sari più grande”.
Tutte queste risposte non fanno altro che alimentare nel bambino la curiosità di qualcosa che a lui sembra lecito domandare, ed inizia a farsi l’idea che ciò che sta chiedendo sia qualcosa del quale il genitore non vuole parlare. Inoltre, più un argomento diventa tabu, più la curiosità aumenta: il bambino sarà dunque spinto a cercare altrove la risposta ai suoi interrogativi.

Ma allora come si affronta l’argomento?

È importante ricordare che il livello di comprensione di un bambino che inizia a porre le prime domande sulla sessualità, all’età di 2-3 anni, è molto semplice per cui le risposte che il genitore darà dovranno essere molto chiare e basilari. Non è necessario che al bambino venga spiegato tutto, né tanto meno serve una spiegazione di tipo scientifico. Ciò che risulta fondamentale è dare informazioni reali, senza ricorrere a storie confuse e poco realistiche quali ad esempio la storia della cicogna o del cavolo. Un bambino al quale è stato raccontato che i bambini si trovano sotto i cavoli, capirà più avanti che gli è stata raccontata una bugia e ciò non lo aiuterà nel rapporto di fiducia con il genitore.

Allo stesso tempo è possibile raccontare al bambino una storia più velata e ricca di sentimenti: raccontare al proprio figlio che esso è nato dall’amore fra i genitori che si abbracciano e si vogliono bene lo rassicura rispetto al suo ambiente familiare e lo aiuta a comprendere che la vicinanza fisica e l’amore verso l’altro è qualcosa di naturale e piacevole.

È importante sottolineare, inoltre, che le informazioni sulla sessualità, che comprende aspetti non solo legati alla corporeità ma anche all’affettività e ai sentimenti, sono tramandati ai figli spesso senza che il genitore ne sia consapevole. La trasmissione di informazioni può avvenire, infatti, sia mediante messaggi verbali che non verbali. I genitori fungono infatti da modello per i propri figli, soprattutto nei primi anni di vita: i bambini osservano il tipo di relazione fra i genitori, colgono il loro modo di esprimere i sentimenti e l’affetto, si fanno un’idea di come vanno le relazioni fra adulti e fanno propri questi modelli.

L’apertura e il dialogo, quindi, sono la chiave fondamentale per poter instaurare con i propri figli un rapporto di fiducia ed affrontare anche argomenti difficili come quello sulla sessualità, fin da quando essi sono molto piccoli. Ciò permetterà loro, anche quando saranno più grandi, ad esempio durante l’adolescenza, di poter contare su di un valido punto di riferimento, piuttosto che andare alla ricerca di informazioni altrove.