Storie della buonanotte per bambine ribelli

 

Recensione del libro: Storie della buonanotte per bambine ribelli – Francesca Avallo e Elena Favilli – Mondadori

In questo mese che porta l’odore della primavera vogliamo parlarvi di un libro colorato, grande e rumoroso, fatto di tanti nomi di donne: nomi africani, arabi, cinesi, italiani, tedeschi. Ad ogni nome corrisponde una storia fantasticamente vera o meglio reale.

Un libro da leggere alle nostre figlie femmine per insegnargli il coraggio di donne grandi e piccole che hanno cambiato il mondo.
Un libro da leggere ai nostri figli maschi per condividere con essi la nostra visione del mondo.

Nessuna bimba che sogna e aspetta il principe azzurro ma giovani donne che con la loro costanza e determinazione hanno creato qualcosa di grande.

In questa passeggiata nella storia tutta al femminile sfreccia veloce la bicicletta rossa e pesante di Alfonsina Strada, prima donna a partecipare al Giro d’Italia. Fluttua e s’infrange sulle onde di un mare impetuoso Grace O’Malley, la piratessa più temuta della storia, amica/nemica della regina Elisabetta. Passa lento l’autobus che porta a casa dopo una dura giornata di lavoro Rosa Parks, donna nera cresciuta nell’Alabama in bianco e nero del novecento. Rosa un giorno decide di non cedere il proprio posto a un bianco perché decide di essere finalmente libera “affinchè altri potessero essere liberi”.

C’è poi la nostra preferita, Astrid Lindgren, la scrittrice che per prima ha descritto bambini e bambine forti, padroni delle proprie avventure. La sua Pippi Calzelunghe, impavida e coraggiosa, non ha paura di stare sola, riesce a fare qualsiasi cosa dimostrando ai suoi lettori, maschi e femmine, l’importanza di essere indipendenti e LIBERI.

Fra le pagine spesse di “Storie della buona notte per bambine ribelli” si muovono figure anticonformiste capaci di sovvertire le regole, eroine di un femminismo ante e post litteram.


Sulla piattaforma per il crowdfunding kickstarter il libro ha raccolto oltre un milione di dollari da 70 nazioni diverse in 28 giorni perché c’è voglia di leggere storie come quelle di Alfonsina, Rosa, Grace e Astrid, storie in grado di cambiare l’immaginario e la realtà stessa dei nostri piccoli e grandi lettori.

La letteratura per bambini sa essere potente, sa emanare carisma e dar voce ai sentimenti veri più della cosiddetta letteratura alta e “adulta”.

Questo è un libro che considera i bambini come cittadini del presente e non cittadini del futuro, li riesce a far appassionare alla realtà che li circonda, li spinge a non aver paura del cambiamento e soprattutto “..a non temere i momenti difficili perché il meglio viene da lì” cit. Rita Levi Montalcini.

Avremmo voluto che fosse descritta anche la storia di qualche altra donna che sentiamo a noi particolarmente vicina: un’arruffata e corvina Patti Smith, Alda Merini e la sua poesia struggente e disperata, e poi la tenace Bebe Vio, prima schermitrice al mondo senza braccia, per tutto questo e per qualcosa in più aspettiamo un altro libro ribelle ricordandoci che “Spesso siamo noi donne a non voler infrangere i ruoli”.

 
FamigliaMago dioz