Come aiutare i figli a rispettare le regole

 

Marco è un bambino di 8 anni molto intelligente, curioso, interessato ad imparare sempre cose nuove, socievole e divertente; a casa però con lui è un vero disastro.
La mamma e il papà sono esausti: “Marco dice sempre NO! Gli chiediamo di andarsi a lavare i denti e lui dice “Dopo”, gli chiediamo di prepararsi lo zaino per scuola e lui risponde “No sto giocando”, gli chiediamo di mettere in ordine la stanza e lui nemmeno risponde oppure dice che adesso non ha tempo.

In casa l’aria è sempre tesa e da un po’ è davvero difficile parlare con serenità. La sensazione è che ci stiamo allontanando e che noi genitori stiamo perdendo le speranze e la pazienza!”.
Lo sfogo della mamma di Marco non è così lontano da quello che, in periodi particolari del ciclo di vita della famiglia, molti genitori si trovano a vivere quotidianamente con i loro figli; a volte non si ha più la pazienza e la sensazione di superare i limiti e di confrontarsi subito dopo con il senso di colpa è comune a tanti papà e mamme che, nella fretta quotidiana, si trovano a fare i conti con mille impegni e con una difficoltà organizzativa che spesso travolge anche i figli e intacca il rapporto con loro.

Per i genitori di oggi a volte è difficile farsi ascoltare e trasmettere regole perché si devono confrontare con una società che corre frenetica e sembra obbligare a dare soluzioni veloci lasciando poco spazio alla riflessione. Ecco perché le regole in famiglia vengono vissute e trasferite ai figli in modo ambivalente.
Acquisire le regole della vita quotidiana è davvero importante per i bambini: danno sicurezza, favoriscono il processo di adattamento alla vita sociale e relazionale, danno la possibilità di diventare persone costruttive.
Ma perché è tanto difficile insegnare le regole? E perché con alcuni bambini lo è ancora di più?
I bambini e ragazzi di oggi sono caratterizzati da una maggiore tendenza alla disobbedienza e per questo sopportano male tutto ciò che li fa sentire sottomessi e comandati; quante volte usiamo frasi come queste: “Mettiti a fare i compiti”, “Smettila di stare tutto il tempo al computer”, “Rimetti i vestiti a posto”, ”Te l’ho già detto mille volte… tanto lo so che alla fine devo farlo io… sei sempre il solito disubbidiente”?
Esistono piccoli accorgimenti per trasmettere con efficacia le regole.

Uno di questi consiste nel dare le regole in positivo: spesso per i genitori è più facile dire “Non picchiare tuo fratello, come fai di solito” o “Non far arrabbiare la nonna come fai tutte le volte che viene!!”; questa comunicazione però porta il bambino a mettere in atto proprio quel comportamento che noi vorremmo non si verificasse, perché l’uso del “non” fa cadere l’attenzione sugli aspetti negativi della regola. E’ molto diverso per il bambino sentirsi dire “Sono contenta se giocate insieme” o “Quando arriva la nonna dalle tante coccole”.
Un altro piccolo accorgimento consiste nel dare la regola in modo conciso evitando di parlare troppo: ripetere tante volte la regola, dilungandosi sul contenuto, porta all’assuefazione chi ascolta e quindi a non apprendere ciò che l’altro ci comunica. L’alternativa è dare la regola con fermezza e dolcezza evitando di lamentarsi dei comportamenti che il bambino ha manifestato in passato: “Sono sicura che oggi riuscirai a sistemare tutti i giocattoli nel cesto”.

Tre sono i piccoli segreti che possono aiutare i genitori a trasformare l’amore in educazione attiva e a sviluppare una buona relazione con i figli: l’abitudine all’ascolto, il rispetto reciproco e la ricerca di collaborazione. Il genitore che ascolta attivamente, conosce pensieri, desideri, sogni e sofferenze del bambino. Il genitore che rispetta i tempi di sviluppo può cogliere desideri nascosti, criticità, interessi e risorse reali del bambino. Il genitore che ricerca la collaborazione contribuisce a creare il terreno per future relazioni più serene.

 
PsicologiaMago dioz