Disturbi cognitivi e neurocomportamentali

  • RITARDO MENTALE
    Il ritardo mentale è una patologia cognitiva persistente data da un alterato funzionamento del sistema nervoso centrale. Rappresenta una condizione di interrotto o incompleto sviluppo psichico, con compromissione delle abilità che solitamente si manifestano durante il periodo evolutivo (capacità cognitive, linguistiche, motorie, sociali).
    In sintesi esso risulta dall’insieme dei deficit dello sviluppo cognitivo e socio-relazionale.
    i termini della definizione diagnostica sono i seguenti:
    – un funzionamento intellettivo generale significativamente sotto la media (QI di circa settanta o inferiori, ottenuto con un test standardizzato somministrato individualmente)
    – concomitanti limitazioni nell’adattamento in due o più aree tra:
    1. Comunicazione
    2. Cura della persona
    3. Vita in famiglia
    4. Attività sociali
    5. Capacità di usare le risorse della comunità
    6. Autodeterminazione
    7. Scuola
    8. Lavoro
    9. Tempo libero
    10. Salute
    11. Sicurezza

Possono essere specificati 4 diversi gradi di ritardo intellettivo:

• lieve (85% dei casi), QI da 50-55 a 70
• moderato (10%), QI da 35-40 a 50-55
• grave (3-4%), QI da 20-25 a 35-40
• gravissimo (1-2%), QI inferiore 20-25

Posta la diagnosi di un’insufficienza mentale, inizia il compito del logopedista il quale, prima di programmare la terapia di recupero, deve aver chiari alcuni punti:
– il livello globale del bambino e tutte le sue caratteristiche: capacità attentiva, di memorizzazione, ecc.
– il livello della capacità d’apprendimento didattico;
– l’importanza di far maturare la capacità logico-critica;
– la collaborazione dei genitori è elemento indispensabile per ottenere il miglior recupero possibile per ciascun soggetto.
– Il lavoro del logopedista comunque è volto alla riabilitazione due diversi ambiti: il versante ricettivo e il versante espressivo e prassico. Sono molto importanti, inoltre, interventi extra-famigliari ed extra-scolastici volti al potenziamento delle abilità motorie, delle abilità comunicative e linguistiche e delle capacità cognitive.

  • DISTURBO GENERALIZZATO DELLO SVILUPPO (DGS)
    I dgs sono rappresentati da categorie diagnostiche che mostrano quadri clinici multiformi, caratterizzati da diversi livelli di funzionamento cognitivo e da aspetti affettivi e relazionali diversificati. La sintomatologia iniziale si evidenzia nella prima infanzia ed è costituita da capacità sociali, comunicative e cognitive di base ritardate o ridotte. La caratteristica comune è la compromissione in diverse aree dello sviluppo: nella capacità di interazione sociale reciproca, nella capacità di comunicazione verbale e non verbale e nell’attività immaginativa. Spesso è presente un repertorio di attività ed interessi marcatamente ristretto e frequentemente sono presenti comportamenti ripetitivi e stereotipati. Ancora vi è una grave difficoltà nello sviluppo della comprensione psicologica di sé e degli altri ovvero di una “teoria della mente”. La funzione linguistica appare sganciata dalla comunicazione ed evidenzia una difficoltà nell’emergenza e nell’uso della comprensione verbale ed una difficoltà di comunicazione sia verbale che non verbale. L’obiettivo dell’intervento logopedico è quello di favorire l’integrazione tra le funzioni comunicative, simboliche e cognitive e gli aspetti emotivi necessari alla nascita della parola.